Un'indagine sul cuore nascosto delle Prealpi Bellunesi
Sulle Prealpi bellunesi, tra i comuni di Lamon e Arsiè, si estende uno specchio d'acqua che i locali chiamano semplicemente "il lago". Nato a metà del secolo scorso dallo sbarramento del torrente Senaiga per scopi idroelettrici, il bacino ha sommerso antiche strade e frazioni, lasciando in eredità un paesaggio che molti paragonano ai fiordi norvegesi: pareti a strapiombo, acque profonde e silenziose, una gola stretta attraversata da una passerella di ferro sospesa a decine di metri sul pelo dell'acqua.
È proprio da quella passerella — costruita per ricollegare le frazioni di Ronche e Piei dopo l'allagamento della valle — che negli ultimi anni si sono moltiplicate segnalazioni difficili da liquidare come semplice suggestione. Escursionisti, famiglie, appassionati di fotografia naturalistica: decine di persone, indipendenti tra loro, descrivono la stessa cosa. Una sagoma scura, lunga, che increspa l'acqua per pochi secondi e poi scompare senza lasciare traccia.
Da mesi raccolgo testimonianze, incrocio orari, confronto foto sfocate e racconti di chi non si conosceva prima di quel giorno sulla passerella. Questo sito raccoglie ciò che ho trovato — e resta aperto a chi vuole aggiungere la propria voce.
Prima ancora che la diga trasformasse la valle del Senaiga, le storie tramandate dagli anziani di Lamon parlavano delle "anguane", figure femminili legate alle acque, capaci — secondo la tradizione — di manifestarsi a chi disturbava la quiete dei torrenti. Con la creazione del lago artificiale, molti abitanti sostengono che quella presenza non sia scomparsa, ma si sia spostata più in profondità, nelle acque che oggi superano i sessanta metri sotto la passerella.
Non è mia intenzione avallare alcuna spiegazione soprannaturale. Da giornalista, mi limito a registrare un fatto: la coincidenza tra un'antica leggenda locale e una serie di avvistamenti recenti, tutti concentrati nello stesso punto esatto del lago, merita di essere documentata.
Nomi e dettagli personali sono stati parzialmente modificati su richiesta dei testimoni.
Marco T., 41 anni, escursionista
"Eravamo a metà passerella, io e mia moglie, quando l'acqua sotto di noi si è mossa in un modo che non aveva senso. Nessun pesce fa quel movimento. Una scia lunga almeno quattro o cinque metri, poi il nulla. Ci siamo guardati e abbiamo capito che l'avevamo visto entrambi."
Elena R., guida naturalistica
"Accompagno gruppi su quel percorso da anni. Non avevo mai visto niente di strano fino a quest'estate. Una forma scura sotto la superficie, ferma per un istante contro corrente, poi sparita verso il canyon. I miei escursionisti erano terrorizzati, io ancora non so cosa dire."
Famiglia Zanella, turisti da Treviso
"Nostra figlia di otto anni l'ha vista prima di noi e ha iniziato a indicare l'acqua urlando. Pensavamo scherzasse, poi anche noi abbiamo notato l'increspatura. Non un'onda normale: sembrava qualcosa che nuotava in profondità e poi si è inabissato di colpo."
La passerella di ferro che attraversa l'ansa del lago
Il canyon scavato dal torrente, oggi sommerso
Interpellati sull'argomento, alcuni biologi ipotizzano la presenza di grossi esemplari di siluro, specie alloctona nota per raggiungere dimensioni notevoli nei bacini artificiali italiani. Altri sottolineano come i giochi di luce nella gola stretta, unita alla profondità e alla temperatura dell'acqua, possano generare illusioni ottiche difficili da interpretare da un'altezza di sessanta metri.
Nessuna delle due ipotesi, tuttavia, spiega pienamente la coerenza delle descrizioni raccolte: dimensioni, comportamento, e soprattutto la ricorrenza dello stesso punto esatto della passerella come teatro degli avvistamenti.
Questa indagine è aperta. Se hai attraversato la passerella sul lago di Senaiga e hai notato qualcosa di insolito, vai alla pagina Segnala un avvistamento e racconta cosa hai visto.