Il parallelo con Loch Ness

Un superstite più antico di noi, nascosto perché introvabile

Loch Ness, Scozia
Loch Ness, Scozia: il lago più famoso al mondo per le sue leggende acquatiche

Dal 1933, quando la prima segnalazione moderna fece il giro del mondo, Loch Ness è diventato sinonimo di un'idea precisa: che in un lago profondo, freddo e poco esplorato possa sopravvivere una creatura sfuggita alla documentazione scientifica. Nel corso dei decenni, tra le ipotesi più discusse dagli appassionati di criptozoologia, è emersa quella del "relitto": un plesiosauro o un rettile acquatico di lignaggio preistorico, sopravvissuto all'estinzione di massa proprio perché confinato in un ambiente isolato, profondo e difficile da monitorare.

È un'ipotesi che la comunità scientifica considera priva di riscontri — i grandi laghi come Loch Ness, per quanto profondi, non offrono le condizioni per sostenere una popolazione vitale di grandi rettili senza lasciare tracce fossili o genetiche. Resta però un modello narrativo potente, ed è quello che molti a Lamon, semi-scherzando, applicano al Senaiga.

Un bacino profondo, isolato, poco esplorato

Il lago di Senaiga condivide con Loch Ness alcune caratteristiche che, secondo questa lettura, renderebbero plausibile la stessa dinamica: pareti a strapiombo che rendono difficile l'accesso alle rive, una profondità che supera i sessanta metri in più punti, acque torbide per gran parte dell'anno e una gola stretta — proprio quella sorvolata dalla passerella — che secondo alcuni fungerebbe da rifugio naturale.

A differenza dei grandi laghi naturali, il Senaiga è un bacino artificiale relativamente giovane, nato dallo sbarramento del torrente omonimo negli anni '50. Chi sostiene il parallelo con Loch Ness ipotizza che la specie, qualunque essa sia, non sia arrivata con l'invaso, ma abitasse già le pozze e le forre del torrente prima della costruzione della diga, trovando poi nel nuovo bacino un ambiente più esteso in cui muoversi senza mai emergere in modo definitivo.

Perché "introvabile" non significa "inesistente"

L'argomento più ricorrente tra chi crede a questa ipotesi è che l'assenza di prove definitive — carcasse, resti fossili, avvistamenti ravvicinati e documentati — non equivale a una prova di assenza. Un singolo esemplare, o una piccola popolazione, in un bacino profondo e poco frequentato sotto la superficie, potrebbe emergere solo per pochi secondi, in condizioni di luce e di quiete che si verificano raramente nell'arco della giornata: proprio le condizioni descritte da diversi testimoni sulla passerella del Senaiga.

È un ragionamento suggestivo, ma resta — è bene ripeterlo — un'ipotesi, non una conclusione. La stessa cautela che la scienza applica a Loch Ness da quasi un secolo vale, a maggior ragione, per un bacino molto più piccolo e giovane come il Senaiga.

Due leggende, due laghi